Orbs è un acronimo in lingua inglese (Orbital
Reduction Ball Shine) che definisce le piccole sfere, somiglianti a
globi di luce, che talvolta appaiono nelle immagini fotografiche pur
non corrispondendo ad oggetti visibili ad occhio nudo. (Fonte
Wikipedia).
Il fenomeno degli Orbs, in italiano Orb, nasce con le prime
fotografie all’inizio del 900 dove
si possono trovare delle tracce di questo particolare fenomeno. Ma è
negli ultimi anni che attraverso la ripresa digitale si è visto
incrementare notevolmente la presenza di questi globi nelle
fotografie e (da verificare) in riprese fatte con videocamere e
telecamere all’infrarosso.
È altresì fondamentale mantenere un aspetto “critico” per chi fa
ricerca altrimenti si rischia
di scivolare nel facile credulo.
La ricerca, quella vera, è fatta di prove e contro prove, coperte
sbattute, pioggia, maglioni tappeti e moquette che liberano polvere,
nebbia, umidità, neve, strade polverose, polvere in sospensione ecc.
mettendo di fatto in discussione il fenomeno. In effetti
sono pochi i veri globi di luce,
che possiamo definire autentici Orb.
Alcuni esempi di falsi Orb.
In definitiva le macchine fotografiche soprattutto le digitali oltre
a catturare polvere, umidità
e quant’altro possono percepire una parte dell’infrarosso vicino
allo spettro visibile.
La tipologia delle macchine fotografiche fa la differenza, e in
maniera più o meno evidente, li può rendere visibili.
Anche il luogo e la persona che esegue la fotografia è parte
fondamentale del risultato, sembra, anzi direi proprio che i
risultati lo comprovino.
Riassumendo, la tipologia di macchina fotografica, il luogo e la
persona intesa come energia emozionale fanno la differenza.
Nei miei
scatti solo il 5% sono stati archiviati come presunti Orb
e solo 35 immagini come Orb con contenuto, su un
totale di oltre 30.000 fotografie effettuate.